Soleto è il paese della Grecìa Salentina dove nel 2003 è stata trovata la Mappa di Soleto, un coccio messapico con disegnata la costa del Salento, oggi al museo di Taranto. Sopra i tetti si alza la Guglia di Raimondello, oltre quaranta metri di gotico in pietra leccese; dentro la chiesetta di Santo Stefano c’è un ciclo di affreschi bizantini col Giudizio Universale. Ed è il paese di Matteo Tafuri, il filosofo del Cinquecento che la leggenda ha trasformato in mago.

Soleto sta nel Salento, a quattro chilometri da Galatina e a una ventina da Lecce. È uno dei comuni della Grecìa Salentina, e in griko il suo nome è Sulíto.
Grecìa sì, griko no. Soleto fa parte dell’unione dei comuni greci del Salento, ma oggi è, con Melpignano, uno dei due comuni dove il griko non lo parla più nessuno. La lingua è rimasta nei paesi vicini: la spieghiamo in cos’è il griko salentino.
La Mappa di Soleto
Il 21 agosto 2003, scavando fra i resti di un grande edificio messapico, l’archeologo belga Thierry van Compernolle trovò un frammento di vaso attico a vernice nera di appena 5,9 per 2,9 centimetri. Inciso sopra c’è il profilo della costa del Salento, con due nomi in greco, fra cui Taranto, e undici nomi di luogo in caratteri messapici. È datata al VI-V secolo a.C., ed è considerata la più antica mappa del Salento — anche se sulla datazione, e perfino sull’autenticità delle incisioni, gli studiosi discutono ancora.

L’originale è conservato al Museo Archeologico Nazionale di Taranto, il MArTA.
La Guglia di Raimondello
La guglia è il campanile della chiesa madre, ma vive di vita propria: cinque ordini sovrapposti, l’ultimo ottagonale con un cupolino ogivale, oltre quaranta metri di gotico fiorito in pietra leccese. La tradizione la data al 1397 e la attribuisce a Francesco Colaci di Surbo, su commissione di Raimondello Orsini del Balzo, conte di Soleto e principe di Taranto; studi più recenti la spostano al Quattrocento e pensano al figlio, Giovanni Antonio.
Il Comune ne dà una lettura che spiega molto del paese: una torre di linguaggio tutto latino, piantata in una comunità che allora era interamente greca.
La leggenda della notte. Si racconta che la guglia sia stata costruita in una sola notte da Matteo Tafuri con l’aiuto dei diavoli, rimasti pietrificati all’alba ai quattro angoli. Una leggenda, appunto: Tafuri nacque quasi un secolo dopo la data che la tradizione dà alla guglia.
Santo Stefano
La chiesetta di Santo Stefano è del Trecento e nasce per il rito greco: dentro c’è ancora la próthesis, tipica delle chiese di liturgia bizantina. Le pareti sono coperte di affreschi con le storie di Cristo, i miracoli e il martirio di Santo Stefano, quattro vescovi bizantini, la Pentecoste e un grande Giudizio Universale con l’arcangelo Michele.

La chiesa madre, dedicata all’Assunta, è invece molto più recente: iniziata nel 1783 da Adriano Preite di Copertino.
Matteo Tafuri, il «Socrate di Soleto»
Matteo Tafuri nacque a Soleto l’8 agosto 1492 e ci morì il 18 novembre 1584. Studiò a Napoli, Padova e Venezia, viaggiò fino in Inghilterra e in Germania e prese il dottorato in filosofia e medicina a Parigi; tornato a casa, insegnò a Soleto, dove lo chiamavano il «Socrate di Soleto». Passò anche per i processi dell’Inquisizione e per quindici mesi di carcere a Roma.
Sulla sua casa natale si legge ancora il motto: «Humile so et humiltà me basta. Dragon diventarò se alcun me tasta». Il resto della sua fama, fra magia e alchimia, lo racconta Soleto, il paese magico di Matteo Tafuri.
Le feste
- Il 17 gennaio la fòcara di Sant’Antonio.
- Il 13 giugno Sant’Antonio di Padova, protettore della città.
- Il 5 e 6 agosto la Madonna delle Grazie.
- L’ultima domenica di agosto la sagra della bruschetta.
D’estate Soleto è anche fra i paesi toccati dal festival itinerante della Notte della Taranta.
Per continuare
- Itinerario nella Grecìa Salentina — fra griko, pizzica e tarantate
- Zollino e Calimera — due paesi della Grecìa dove il griko si parla ancora
- Melpignano — il paese del concertone della Taranta











