pittule pugliesi - La Terra Di Puglia

Sono piccole, apparentemente banali, eppure irresistibili e davvero fragranti. Il loro nome è pittule e sono, in Puglia, il sinonimo delle giornate di festa. Ma anche no. Da queste parti non occorre che sia proprio festa per gustare questi deliziosi frittini. Vi basterà recarvi in una qualunque trattoria, pizzeria, ristorante o gastronomia per trovarle. Perché le pittule non hanno bandiera e non hanno età: le troverete in trattoria come antipasto rustico ed abbondante, magari abbinato a panzerottini di patate e polpettine di carne, così come in qualche sofisticato ristorante o in qualità di hors-d’oeuvre in occasione di un ricevimento. Eleganti ed “ignoranti” in una mossa sola insomma, le pittule hanno quel quid capace di mettere davvero tutti daccordo. E allora, conosciamole assieme: scopriamo cosa sono le pittule, come si preparano, le varianti. 

Cosa sono le pittule: dalla ricetta base alle varianti

Le pittule sono palline di pasta di pane lievitata, fritte in olio caldo e servite calde. Ergo, farina, lievito, acqua e sale. Facile no? La versione “base” prevede che le pittule siano fritte così, al naturale. Le versioni più ricche, evolute e golose (ma pur sempre tradizionali), prevedono che all’impasto siano aggiunti pezzettini di cavolfiore, di cime di rapa, oppure alici, oppure capperi, o ancora baccalà. Il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ha inserito le pittule tra i prodotti agroalimentari tipici della regione Puglia, pertanto se vi trovate in vacanza in Puglia non potete esimervi dall’assaggiarle.

Origine del nome pittule. Le ipotesi.

Sembrerebbe che il nome pittula sia il diminutivo di pitta, l’altrettanto noto sformato di patate tipico del Salento. Pitta, a sua volta deriverebbe, apparentemente, dal greco pitta = pece. Dal punto di vista fonetico, l’etimologia sembra non fare una piega. Tuttavia, non possiamo dire lo stesso dal punto di vista semantico, anche se potrebbe esserci riferimento al colore delle olive nere presenti talvolta sia nella pitta che nelle pittule. Un’altra ipotesi, più accreditata e meno forzata, fa riferimento invece al più generico pita greco, che significa pane.

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Quando si preparano le pittule in Salento?

Le pittule sono un classico del giorno di San Martino. In Puglia, da Foggia sino in Salento, non è inusuale imbattersi in qualche casalinga che ancora oggi prepara questi favolosi frittini in casa proprio in occasione dell’11 novembre. E di servirle rigorosamente con un buon vincotto e con un bicchierino di vino novello. Il vincotto può essere di vino oppure di fichi: in entrambi i casi è davvero perfetto per le pittule.

Ma non finisce qui. Non v’è vigilia nella quale le pittule non facciano capolino. La vigilia dell’Immacolata, giorno nel quale si pratica il digiuno e ci si dedica alla preghiera (sino a mezzogiorno), si preparano tradizionalmente le pucce (panini farciti con tonno e formaggio svizzero), così come le pittule. E lo stesso accade la sera della vigilia di Natale. Le pittule non devono davvero mancare!

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