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ha più calorie l'olio o il burro - Laterradipuglia.it

Secondo i risultati di una ricerca recentemente pubblicata dal mensile Il Salvagente, svolta in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, 7 olii su 15 in commercio non sono extravergini, bensì vergini. Il test ha visto come protagoniste 15 miscele di olii comunitari e non attualmente in commercio. Etichette blasonate dai nomi altisonanti ben note ai consumatori, che tuttavia non mantengono quanto promesso. A tal punto che la Procura di Torino già a suo tempo aveva avviato un’indagine ipotizzando il reato di frode in commercio. Analogamente, anche l’Antitrust ha già multato alcune aziende coinvolte in tale indagine per pratica commerciale scorretta. Nulla di nuovo, dunque. Alla luce di quanto accaduto giorni fa relativamente alla passata di Pomodoro Petti, che non manteneva la promessa del 100% made in Italy come invece dichiarato dall’azienda, anche sul fronte dell’olio è necessario prestare le dovute attenzioni. Non è oro tutto quello che luccica, insomma, specie se ammicca dagli scaffali di un grande supermercato ad un prezzo decisamente accattivante, magari accompagnato da spot pubblicitari a mezzo tv e carta stampata che promettono sapori autentici e tanta salute. E noi che di olio di oliva – specie di olio pugliese – ce ne intendiamo abbastanza, non possiamo far altro che indignarci e, perché no, mettere qualche puntino sulle i, come si suol dire. 

Olio vergine o extravergine? Perché non è lo stesso?

Innanzitutto dovete sapere che per acquistare un olio vergine è sufficiente la metà del denaro che vi serve per acquistare un olio extravergine. Dunque, se state pagando un olio per extravergine ma non lo è, di fatto il primo danno lo subisce il vostro portafoglio. Mentre l’azienda ne guadagna ampiamente in margine, ovviamente. Spacciare un olio vergine per extravergine consente di avere un margine di guadagno ben maggiore, ma non solo. Poi c’è l’aspetto qualitativo del prodotto che state acquistando. Un olio vergine ha dei parametri chimici ed organolettici ben diversi da quelli di un olio extravergine. Il suo apporto nutritivo, misurabile per esempio il polifenoli, è differente. E non solo: anche a livello di sapore, stiamo parlando di prodotti ben diversi. Dunque se acquistate “per errore” un olio vergine credendolo extravergine, non arrecherete un danno alla vostra salute, ma avrete un prodotto qualitativamente inferiore e meno efficace anche sul fronte dei benefici.

L’appello: acquistate Italiano

Acquistare miscele UE e extra UE non fa bene all’economia italiana e finisce per creare confusione e svilire un prodotto che invece merita una grandissima considerazione, per diverse ragioni. Perché è il frutto del lavoro e dell’impegno di tanti piccoli e medi produttori sparsi un po’ in tutta la penisola, dalla Toscana sino alle regioni meridionali, perchè è un prodotto qualitativamente buono e decisamente superiore se acquistato in purezza (non abbiamo alcun bisogno di miscelare olii di diversa provenienza), perché fa davvero bene alla salute, molto più delle miscele a basso prezzo che si trovano nella GDO, e per tanti altri motivi che sicuramente avremo modo di discutere altrove. Acquistare un olio extravergine di oliva italiano significa portare in tavola un prodotto la cui provenienza è certa, e che siamo certi che sia un grasso buono capace di coccolare il nostro sistema cardiovascolare e di prevenire i tumori. Un prodotto tracciato, controllato, che oggi si trova anche sotto forma di prodotti d’eccellenza che si fregiano del marchio DOP o IGP, buono e sano per noi e per i nostri figli.

Ci sono forse altri modi per risparmiare

Noi di La Terra di Puglia riteniamo che ci siano altri modi per risparmiare, che non siano quelli di acquistare prodotti ingannevoli e basso prezzo come olio e passate di pomodoro di qualità mediocre. Concludiamo dicendo che potremmo farvi i nomi delle etichette “incriminate” dal panel test ora menzionato, ma preferiamo non farlo. Vi invitiamo però a leggere sempre con attenzione le etichette dei prodotti che acquistate, e se le etichette dichiarano che si tratta di un extravergine, osservate da dove proviene, se è una miscela o meno. Anche un prezzo esageratamente basso a volte può essere un campanello d’allarme anziché un affarone. Infine, il consiglio è quello di riscoprire il piacere di recarsi presso i produttori, di acquistare nuovamente i prodotti locali, di nicchia, di cercare i marketplace di settore, proprio come La Terra di Puglia, che si impegna nell’andare a cercare giorno dopo giorno le migliori realtà locali che vanno sicuramente premiate per l’impegno nel far fronte quotidianamente ai colossi alimentari e nel continuare a produrre onestamente un prodotto “senza trucco e senza inganno”.

Leggi anche: come si riconosce un olio buono


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