olio pugliese, come riconoscere un olio di buona qualità - Laterradipuglia

Tutti noi desideriamo acquistare i migliori prodotti alimentari per la nostra tavola e per nutrire adeguatamente la nostra famiglia. Tuttavia, non tutti siamo esperti di alimentazione e nella vita ci occupiamo spesso di tutt’altro. E’ utile, dunque, in questa sede, fornire alcune indicazioni utili per sapere come si riconosce un olio buono senza essere grandi esperti d’olio. Veniamo subito al dunque. Ci riferiremo all’olio pugliese perchè LaTerraDiPuglia si occupa di prodotti tipici pugliesi, ma naturalmente i consigli che vi daremo valgono un pò per tutti gli olii pugliesi. 

Come riconoscere un olio buono, ovvero un olio pugliese extravergine di qualità?

La prima cosa da fare è quella di osservare la bottiglia. Tutti gli olii certificati DOP – Denominazione di Origine Protetta – recano il marchio del DOP sulla bottiglia. Significa che l’olio proviene da una zona specifica d’Italia, le cui olive provengono dagli alberi della medesima zona, devono essere frante nel frantoio della zona, e lo stesso imbottigliamento deve essere avvenuto nella stessa zona. Si tratta dell’olio avente la più alta certezza riguardo la tracciabilità e certificazione della provenienza per il consumatore.

Poi ci sono i monocultivar 100%, che significa che l’olio proviene da un unico tipo di albero di ulivo. Si pensi che in Italia vi sono circa 600 varietà di albero di ulivo, che significa 600 tipi differenti di oliva e di olio. Anche in questo caso, se siete a conoscenza del tipo di cultivar, saprete che tipo di olio è e da dove proviene, perchè ogni regione ha i suoi cultivar autoctoni, cioè tipici e “nativi” di quella regione.

Poi vi sono altri oli ancora, sull’etichetta dei quali si legge 100% italiano. Questo significa che sono oli derivati da blend, ovvero da miscele di oli, prodotti per ottenere un certo tipo di gusto, ma sicuramente italiani. Si potrebbero avere diverse cultivar di regioni diverse ma 100% italiano.

Ancora, si trovano oli (specie nella GDO) con scritto olio comunitario. Sono blend provenienti dai paesi della Comunità Europea, come la Grecia, l’Italia, la Francia, la Spagna.

Quelli più economici sono le miscele di oli comunitari ed extracomunitari. Gli oli in questione provengono da tutto il bacino del Mediterraneo, come olio tunisino, turco, israeliano, dove la manodopera costa meno e la qualità è, tuttavia, differente da quella italiana.

E come riconoscere un olio di oliva contraffatto?

Come avrai compreso leggendo il paragrafo precedente, oggi l’olio extravergine di oliva è uno dei prodotti più tracciati al mondo e dunque non è per niente facile contraffarlo. Di certo, trovare al supermercato una bottiglia di olio evo da 2 euro al litro dà da pensare. Si pensi che tolti i costi per la bottiglia, l’etichetta, il trasporto e tutti gli altri aspetti logistici e burocratici, è impensabile che un litro d’olio venga a costare, di fatto, pochi centesimi. Gli addetti ai lavori definiscono questi oli come oli deodoratizzati, che sono oli fatti sicuramente a partire da olive, che erano però imputridite ed hanno dato vita ad un olio non adatto al consumo umano.

Esiste tuttavia un processo di raffinazione molto leggera che riesce a togliere all’olio odori e sapori sgradevoli, e questi oli vengono poi venduti sul mercato come extravergini. Capita che questi oli passino le analisi chimiche imposte specie in Europa dagli Stati Membri dell’Unione e dunque riescano ad essere messi sul mercato. Il prezzo del prodotto deve però farvi venire qualche dubbio. Un olio di qualità discreta non può in alcun caso costare due o tre euro. In caso alternativo, sarà difficile che si tratti di un prodotto buono e sano per tutta la famiglia.

Ora che ti abbiamo spiegato come si riconosce un olio buono anche senza essere un esperto, un produttore o un assaggiatore professionista, occhio al prezzo e all’etichetta e buon shopping di olio pugliese di qualità!

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