Tette delle monache o sospiri pugliesi: scopriamo la ricetta

Dolci sospiri pugliesi o tette delle monache - La Terra di Puglia

I sospiri pugliesi o tette delle monache sono dolci pugliesi tradizionali molto graditi da tutti, grandi e piccini. Sono noti anche con altri nomi — tette delle monache, dolci della sposa, sospiri dolci. Sono tipici delle città di Bisceglie e di Altamura, ma potete trovarli anche in Basilicata. In occasione di una gita a Matera, solo per fare un esempio, avrete modo di assaggiarli. Vediamo ora come fare i sospiri pugliesi in casa.

Sospiri pugliesi o sospiri di Bisceglie: dolci intrisi di dolcezza ma anche di leggenda

Narra la leggenda che i sospiri pugliesi furono preparati per la prima volta dalle suore di clausura di Bisceglie al fine di creare qualcosa di speciale per festeggiare le nozze tra il Conte di Conversano e la famosissima Lucrezia Borgia. La verità dei fatti è che queste nozze non si celebrarono mai perché Lucrezia non si presentò alle nozze. Gli invitati sospirarono a lungo per la vana attesa e si consolarono con questi deliziosi dolcetti, che dunque furono chiamati “sospiri”.

Secondo un’altra leggenda, i dolci sospiri furono preparati per la prima volta da un innamorato che volle riprodurre il seno della sua amata. Oggigiorno i dolci sospiri sono preparati per le nozze, segno di sensualità e romanticismo.

Lucrezia Borgia e il Conte di Conversano: la storia dietro la leggenda. La leggenda dei sospiri nati per le nozze mancate tra Lucrezia Borgia e il Conte di Conversano ha un fondo di realtà storica. Lucrezia Borgia (1480-1519), figlia di Papa Alessandro VI, fu al centro di numerosi progetti matrimoniali politici — strumento di alleanze e accordi tra le grandi casate dell’Italia rinascimentale. Il Conte di Conversano era una figura di rilievo nel Regno di Napoli, sotto la dominazione aragonese. È storicamente documentato che Lucrezia ebbe più matrimoni e matrimoni mancati nel corso della sua vita. Che il racconto dei sospiri di Bisceglie si agganci a questa figura — reale, potente, misteriosa — non è casuale: Lucrezia Borgia era la donna più discussa e romanticizzata del Rinascimento italiano, e un dolce inventato per aspettarla aveva tutto il fascino di cui aveva bisogno per diventare leggenda.

Una curiosità sui dolci sospiri pugliesi

Dal 2014 i dolci sospiri pugliesi sono diventati Presidio Slow Food, segno della straordinaria qualità di questi deliziosi dolci tradizionali pugliesi.

La ricetta dei dolci sospiri pugliesi

Ingredienti

  • 10 uova
  • 100 grammi di zucchero a velo
  • 200 grammi di farina
  • Il succo di mezzo limone
  • Crema chantilly (già preparata)
  • Zucchero a velo per la decorazione

Preparazione

  • Montate a lungo i tuorli con 90 grammi di zucchero. Dopo circa un quarto d’ora cominciate a incorporare la farina ben setacciata
  • In una seconda ciotola montate benissimo gli albumi con i 10 grammi di zucchero rimasti e il succo di limone
  • Incorporate le due creme piano piano, mescolando dal basso verso l’alto
  • Munitevi di una sac à poche e riempite dei pirottini con l’impasto
  • Cuocete in forno statico a 180 gradi per un quarto d’ora, tenendo il forno socchiuso con l’aiuto di un cucchiaino — in questo modo favorirete la fuoriuscita dell’umidità
  • Dopo la cottura lasciatele raffreddare per bene
  • Prendete la sac à poche con beccuccio sottile e farcitele da sotto con la crema chantilly
  • Completate con zucchero a velo

Presidio Slow Food: cosa significa davvero questo riconoscimento. Il riconoscimento di Presidio Slow Food — ottenuto dai sospiri di Bisceglie nel 2014 — non è un semplice marchio di qualità commerciale. I Presidi Slow Food sono prodotti a rischio di estinzione o di omologazione industriale: vengono tutelati attraverso un disciplinare rigoroso che codifica gli ingredienti, le tecniche di produzione e spesso l’area geografica di provenienza. Nel caso dei sospiri di Bisceglie, il Presidio tutela la ricetta artigianale delle pasticcerie tradizionali biscegliesi — in particolare l’uso della crema chantilly (e non altre creme) e la tecnica di farcitura dal basso. Senza questo riconoscimento, il rischio era che il dolce venisse sostituito da versioni industriali o ibridate. Quando mangiate un sospiro di Bisceglie fatto secondo il disciplinare, state mangiando un pezzo di patrimonio gastronomico tutelato.

Differenza tra bocche di dama e sospiri pugliesi

Molti siti internet confondono le bocche di dama con i sospiri pugliesi o tette delle monache. Si tratta di due dolci diversi. I sospiri pugliesi sono quelli che abbiamo appena descritto. Le bocche di dama invece sono dolcetti a base di pan di Spagna, tagliati orizzontalmente, farciti con crema pasticciera (non chantilly), glassati con glassa al limone e decorati con una ciliegia candita.