Federico II di Svevia — Imperatore del Sacro Romano Impero, re di Sicilia e Gerusalemme, fondatore della Scuola Siciliana — scelse la Puglia come sede privilegiata del suo governo. Non solo per ragioni strategiche: la definì “le pupille dei nostri occhi”. In questa pagina: la storia del rapporto tra lo Stupor Mundi e la nostra terra, e la rete dei castelli federiciani che ancora oggi segnano il paesaggio pugliese.

Federico II: il sovrano che scelse la Puglia

Federico II di Svevia nacque a Jesi nel 1194 e rimase orfano prima di compiere i quattro anni. A quell’età era già re di Sicilia. Cresciuto a Palermo, in mezzo a culture diverse — latina, greca, araba — sviluppò una curiosità intellettuale che non aveva paragoni nel mondo medievale: si interessò di matematica, astronomia, zoologia, filosofia, architettura e poesia.

Fu incoronato Imperatore del Sacro Romano Impero nel 1220 a Roma. Nel 1229, a capo della Sesta Crociata, ottenne con la diplomazia — non con le armi — la restituzione di Gerusalemme alla cristianità: un fatto senza precedenti, che gli valse ammirazione e scandalo allo stesso tempo. Papa Gregorio IX lo scomunicò due volte (1227 e 1239) e lo definì l’Anticristo. La storia lo ricorda col titolo che lui stesso si guadagnò: Stupor Mundi et Immutator Mirabilis — lo stupore del mondo e il mirabile trasformatore.

La Scuola Siciliana che promosse alla sua corte fu il primo centro di produzione letteraria in volgare italiano. Vi composero Giacomo da Lentini (inventore del sonetto), Pier delle Vigne, e lo stesso Federico II. Fu il modello da cui Dante Alighieri partì. Senza la Scuola Siciliana, la storia della letteratura italiana sarebbe andata diversamente.

Per tutto questo veniva chiamato anche Puer Apuliae — il fanciullo di Puglia: un soprannome affettuoso che racconta da solo il rapporto tra questo imperatore e la nostra terra.

Federico II di Svevia in Puglia - Stupor Mundi e Imperatore del Sacro Romano Impero

Federico II in Puglia

La scelta della Puglia come sede privilegiata del suo governo non fu solo sentimentale. Federico conosceva la geografia dell’Italia meridionale meglio di chiunque altro: la Puglia era geograficamente centrale, raggiungibile via terra dal Nord e via mare da ogni direzione. I porti adriatici — Bari, Brindisi, Manfredonia — garantivano i collegamenti rapidi con l’Oriente, con la Sicilia, con Costantinopoli.

A Foggia costruì il suo palatium principale. La città divenne di fatto la capitale itinerante dell’Impero — il punto a cui Federico tornava sempre tra una campagna e l’altra. Del palazzo oggi rimane solo un portale, conservato nel Museo Civico di Foggia, ma la presenza federiciana ha segnato l’identità della città in modo indelebile.

Una delle sue decisioni più discusse fu il trasferimento dei musulmani ribelli della Sicilia a Lucera, tra il 1224 e il 1246. La colonia saracena — chiamata Lucera Saracenorum — arrivò a contare decine di migliaia di abitanti. I saraceni di Lucera erano i soldati più fedeli dell’imperatore: combattevano per lui anche contro i papi, senza esitazioni.

Federico II fondò o rifondò diverse città pugliesi. Altamura nacque nel 1232 per suo decreto, con la cattedrale a segnarne il centro. Manfredonia fu costruita sulle rovine di Siponto. Dappertutto, lungo le sue rotte, lasciò una rete di residenze — domus, castrum, palatium — che ancora oggi segnano il paesaggio pugliese.

Il profondo amore per la Puglia

Le ragioni politiche e strategiche spiegano la scelta razionale. Non spiegano il resto.

Federico II definiva le Puglie “le pupille dei nostri occhi”. Non è l’espressione di un burocrate: è quella di un uomo che si era innamorato di un paesaggio. La Capitanata di inizio Duecento era una regione di borghi fiorenti, di foreste dense intorno a Foggia e Lucera, di fiumi rigogliosi, di distese di grano che arrivavano all’orizzonte. Un paesaggio che un imperatore sempre in guerra trovava, in qualche modo, riposante.

La caccia con i falchi era la sua ossessione privata. Trascorreva mesi nelle riserve pugliesi, e da quella passione nacque il De Arte Venandi cum Avibus — trattato di falconeria scritto intorno al 1247 e considerato il primo testo medievale di ornitologia scientifica: Federico descriveva il volo degli uccelli con un’accuratezza che anticipava il metodo osservativo moderno di tre secoli.

Morì il 13 dicembre 1250 a Castel Fiorentino, nei pressi di Torremaggiore, in provincia di Foggia. Nella sua Puglia.

Federico II di Svevia - ritratto medievale - Stupor Mundi

I castelli di Federico II in Puglia

La rete dei castelli federiciani è il segno fisico più duraturo della presenza di Federico II in Puglia. In meno di vent’anni, tra il 1220 e il 1240 circa, fece costruire o ristrutturare decine di fortezze lungo tutto il territorio — non una serie di punti isolati, ma una rete organizzata di residenze di caccia, posti di controllo, simboli del potere imperiale.

Il più famoso è Castel del Monte ad Andria: pianta ottagonale, otto torri ottagonali agli angoli, simbolismo matematico e astronomico ancora discusso dagli studiosi. Costruito intorno al 1240, non aveva fossato né stalle — non era una fortezza militare ma una residenza di rappresentanza, forse un luogo di rituali astronomici. Dal 1996 è Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

Gli altri castelli federiciani coprono l’intera regione:

  • Castello di Lucera — costruito sulle rovine di un tempio romano, ampliato da Federico e poi da Carlo d’Angiò, che distrusse la colonia saracena nel 1300
  • Castello di Gioia del Colle — custodisce il famoso bassorilievo con il busto di Federico, conteso tra Gioia del Colle e Andria
  • Castello di Gravina di Puglia — residenza di caccia nell’area delle Murge, oggi in parte restaurata
  • Castello di Oria — con la torre del Cavaliere e quella dei Sette Angoli ancora intatte
  • Castello Normanno-Svevo di Bari — ristrutturato da Federico sulle fondamenta normanne, con i caratteristici torrioni angolari
  • Castello di Barletta — ampliato nel periodo federiciano, oggi tra i meglio conservati della Puglia
  • Castello di Trani — sul mare, prospiciente la cattedrale, forse il più suggestivo per posizione

Percorrere i castelli federiciani della Puglia è uno dei modi più diretti per capire cosa significasse governare nel XIII secolo: non fortezze isolate, ma un sistema integrato che trasformò l’intera regione in una delle più dense di architettura militare e imperiale dell’Europa medievale.

Della famiglia dell’imperatore fa parte anche una figura che si racconta poco: Selvaggia di Staufen, figlia illegittima poi legittimata da Federico e, stando alle cronache, amata quanto i figli nati dalle quattro mogli.

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