casteldelMonte

Un itinerario tra i castelli federiciani della Puglia

Come abbiamo già avuto modo di dire a più riprese, andare alla scoperta dei tratti più genuini e caratteristici della Puglia, significa soffermarsi per un tempo sufficiente anche a guardare ed analizzare il patrimonio storico e culturale presente in questa terra: le dominazioni dei secoli scorsi, hanno lasciato un po’ ovunque delle tracce dell’avvicendarsi al potere di dinastie molto differenti tra di loro, anche in epoche che sono distanti nel tempo.

Se pensiamo per un attimo a come potesse essere la quotidianità della Puglia nel Duecento, per esempio, ritroveremmo dinanzi a noi l’epoca normanna con gli Svevi, e in modo particolare, di un personaggio illustre che ha dato tanto al mondo culturale ed artistico (in maniera particolare anche quello letterario) italiano: stiamo parlando di Federico II di Svevia, quello che chiameremmo un sovrano senza dubbio illuminato.

Capace di promuovere un confronto tra culture e arti provenienti anche da luoghi differenti, Federico II di Svevia ha lasciato nella nostra regione delle tracce ben visibili del suo passaggio, come per esempio le fortificazioni, a riprova di come il suo modo di concepire la gestione del regno, a partire dal governo del territorio, fosse basato su un’idea di stato ben strutturato e organizzato in maniera razionale nel territorio.

Castel del Monte: un maniero patrimonio dell’UNESCO

Diamo quindi un’occhiata all’esempio più prestigioso dell’architettura sotto Federico II, stiamo parlando ovviamente di Castel del Monte, che si staglia imponente e con una componente tra il misterioso e l’enigmatico su un’altura delle Murge: quest’ultimo è stata una residenza abitata dal monarca, e ancora oggi, viene considerato uno dei più preziosi e perfetti esempi di arte e di architettura dell’epoca medievale.

L’edificazione di questo castello è cominciata nel 1240 circa (sebbene non tutti gli storici siano concordi nel dichiararla verosimile, considerando che alcuni si spingono anche a considerarla invece come la data in cui fosse stato invece terminato), mentre che, non si hanno notizie certe circa il momento in cui la costruzione sia stata completata, come del resto, non è dato sapere con certezza chi l’abbia progettato.

Considerando la struttura particolare, questo castello non si ritiene che possa essere stato usato per scopi militari (anche in ragione della sua posizione geografica), come nemmeno come residenza per la caccia, mentre che, considerando la passione per le arti del sovrano, non sono in pochi a ritenere che potesse essere come una sorta di luogo di ritiro per la meditazione, lo studio, la ricerca e la produzione artistica.

Il valore di quest’opera architettonica è del resto confermato anche dal fatto che la stessa è sottoposta alla tutela dell’UNESCO.

 

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