Chi di voi ha avuto modo di trascorrere alcuni giorni di vacanza in Puglia, si sarà forse imbattuto in qualche festa patronale. Un classico di queste feste sono le luminarie, che illuminano a giorno tutta la regione Puglia da nord a sud, senza “esclusione di colpi”. In fondo, se in Puglia ci piace guardare i fondali marini, magari praticando lo snorkeling, non dimentichiamoci qualche volta di guardare anche all’insù. Detto questo, dovete sapere che un altro grande classico delle feste pugliesi è la copeta o cupeta. Un torrone in stile pugliese, se vogliamo! Scopriamo insieme questa specialità gastronomica pugliese. 

La cupeta: origini della specialità gastronomica pugliese

Somiglia vagamente alla copeta senese, ma la differenza è che al suo interno non vi sono noci tostate, bensì mandorle. Il motivo è evidente, dal momento che la Puglia è regione ricca di mandorle. Eppure, l’origine della copeta senese e di quella pugliese è uguale. Entrambe derivano dalla cubbaita siciliana, che, come potete immaginare, ha origine araba.

Fatta a mano davanti ai vostri occhi…

Come abbiamo detto, la copeta è, in Puglia, un classico delle feste patronali. In quelle occasioni la vedrete preparare dal vivo e sicuramente vi verrà l’acquolina in bocca. I cupitari sono proprio gli artigiani ambulanti che si dedicano alla preparazione della cupeta a bordo dei loro negozi ambulanti. La cosa davvero suggestiva è che, a bordo dei loro negozi su ruote, il tempo si è davvero fermato ed i cupitari usano la stessa attrezzatura di un tempo.

Come si prepara la cupeta

Come si prepara dunque la cupeta? La cupeta si prepara tostando leggermente le mandorle, che poi vengono versate in una pentola di rame (chiamata lu burzonettu, specie in Salento) dalla forma semisferica. All’interno di questa pentola le mandorle si mescolano zucchero fuso (già di un bel colore ambrato). L’abilità sta nell’interrompere la cottura al momento giusto altrimenti la cupeta diventerà amara. Ma il momento più spettacolare è la preparazione vera e propria della cupeta. Il contenuto della pentola di rame viene versato su un tavolo di marmo unto d’olio e allargato e livellato, perché si raffreddi. Dopodichè viene tagliato in stecche ed è pronto per essere gustato. Una delizia per grandi e piccini!

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