I contadini pugliesi, gli artigiani, le massaie, i bambini: ecco come si viveva un tempo in Puglia

museo della devozione e del lavoro di Bitetto - Laterradipuglia.it
Credits: www.beatogiacomo.it

Non è la prima volta che spendiamo qualche riga su uno degli interessanti ed innumerevoli musei che, qui in terra di Puglia, ci narrano pezzo per pezzo il passato delle vostre genti. Visitiamo oggi assieme il Museo della Devozione e del Lavoro di Bitetto. Un luogo dove sacro e profano si fondono e si confondono, poiché qui, tra attrezzi agricoli e utensili provenienti dalle antiche botteghe artigiane della zona, si trovano anche le urne e le vesti che hanno accolto e custodito il corpo di San Giacomo Illirico (patrono della città, appunto). Di qui il nome di Museo della Devozione e del Lavoro. Ma scopriamo assieme cosa c’è di interessante da visitare all’interno di questo museo. 

Devozione religiosa e civiltà contadina: cosa trovare all’interno del museo

Siamo dunque, come accennato in apertura, all’interno del Santuario di Beato Giacomo. Il Museo ha sede negli ambienti usati sino a pochi decenni fa dai frati francescani ospiti del monastero. E proprio qui, tra le celle nelle quali alloggiavano i religiosi e gli ambienti d’uso comune, che si è cominciato ad accumulare e conservare utensili spesso dimenticati, datati e segnati dal tempo. Alcuni persino risalenti al Settecento. Oggetti resi inutili dall’avanzare del tempo e dal sopraggiungere di nuove tecnologie, sono tuttavia  protagonisti di un passato lontano (ma non così lontano) e di una storia della quale essi stessi si fanno voce narrante. E la storia che questi oggetti narrano è la storia dei contadini pugliesi, dei manovali, degli artigiani, di tutti coloro i quali avevano un mestiere e lo tramandavano, com’era uso, di padre in figlio. Ed è anche la storia della tradizione popolare e contadina di una Puglia d’antan che è importantissimo valorizzare e ricordare anche alle generazioni più giovani. Per ricordare chi siamo, ma soprattutto da dove veniamo.

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Le 16 sale del Museo della Devozione e del Lavoro di Bitetto

Il museo si articola attraverso una passeggiata in 16 sale espositive che si snodano una dopo l’altra portando il visitatore in uno straordinario viaggio nel passato, tra tradizione contadina, lavori agricoli, antichi mestieri e, non ultimo vita domestica. A proposito di vita domestica, la protagonista è la cucina, dove si svolgeva gran parte della vita della famiglia. Paioli, pentole in rame, pignate e pentole in terracotta e recipienti vari sono i protagonisti della tipica abitazione contadina pugliese.

Dalla scuola sino agli antichi mestieri: ecco come si viveva

Molto interessante è anche la ricostruzione dell’aula scolastica dei primi del Novecento: qui, i protagonisti sono i banchi di legno, e non manca una piccola biblioteca. Seguono diverse sale nelle quali sono allestiti gli ambienti tipici degli antichi mestieri: il cestaio (non dimentichiamo, per esempio, che in Salento era molto in uso la lavorazione del giunco), il fabbro, il barbiere, il vasaio (ancora viva e attiva è l’attività dei maestri ceramisti di Cutrofiano, Laterza e Grottaglie), il carradore, il sellaio. 

Anche i lavori femminili protagonisti

Anche i lavori femminili sono ben rappresentati all’interno del Museo del Lavoro e della Devozione di Bitetto: ricordiamo che l’antica arte del tombolo è stata recentemente riportata alla ribalta grazie all’attenzione rivolta da Maria Grazia Chiuri ai merletti in occasione di una nota sfilata della maison francese Dior in quel di Lecce). E dunque in queste sale è possibile ammirare macchine da cucire, telai e tutto ciò che serve per confezionare abiti e per ricamare.

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I contadini pugliesi e gli attrezzi del mestiere

Non manca poi la sala dedicata ai lavori agricoli. Oggi i contadini Pugliesi lavorano incessantemente la terra aiutati dalla mano gentile e generosa tecnologia, ma ieri tra zappe, falcetti, aratri e rastrelli, la vera protagonista era la fatica fisica.

Non mancano poi gli oggetti di devozione popolare come libri, oggetti vari, ex voto e le reliquie di san Giacomo. Incantevoli le due urne che ospitarono le spoglie del santo prima che queste fossero spostate nella loro sede definitiva. Una delle due, in particolare, fu donata al Monastero da Giangirolamo d’Acquaviva, conte di Conversano.

Quando e come recarsi al Museo della Devozione e del Lavoro di Bitetto

Vi consigliamo di visitare il Museo della Devozione e del Lavoro durante le festività natalizie in quanto ogni anno va in scena un bel presepe vivente con attori in carne ed ossa intenti ad eseguire i mestieri e le occupazioni antiche. Il museo è visitabile previa prenotazione telefonando al numero 080 9921063.