Si mangia una volta l’anno e si chiama buffetto, cos’è?
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Buffetto salentino, chi non lo conosce? Ci sono tradizioni che si tramandano di generazione in generazione e una di queste è quella del buffetto salentino. Un nome che, perdonateci il gioco di parole, è decisamente buffo. Ma che cos’è questo buffetto? Ve lo raccontiamo subito.

Abbiamo già approfondito altrove il tema del digiuno dell’Immacolata, del menu per la vigilia dell’Immacolata e ancora del pranzo dell’8 dicembre stesso. Giorni di festa, anzi, i giorni che ufficialmente inaugurano le festività in tutta Italia. Iniziano insomma le grandi occasioni per sedersi a tavola e sentirsi accolti in famiglia. Chi ha la fortuna di avere una famiglia numerosa, divertente e chiassosa non perde occasione per partecipare a queste riunioni, che tra una risata e l’altra allietano lo stomaco così come l’anima. Ma cosa succede la vigilia dell’Immacolata in Salento? Si mangia il buffetto! E allora vediamo di che si tratta.

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Il buffetto salentino, chi lo conosce lo ama

Vuole tradizione che in Salento si pratichi ancora oggi il digiuno nel giorno precedente l’Immacolata Concezione. Un digiuno che si tramuta in un pasto succulento, a dire il vero. Un panino che dietro il suo valore devozionale e sacro nasconde una grande voglia di golosità, ammettiamolo. Ancora oggi ci sono famiglie che amano l’appuntamento fisso con il digiuno dell’Immacolata solo per addentare senza troppi indugi il famoso buffetto.

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Un panino goloso al quale nemmeno i giovani riescono a rinunciare

Ebbene, il buffetto salentino altro non è che la famosa puccia dell’Immacolata, un panino fitto fitto di mollica, privo di olive, farcito con tonno, formaggio (rigorosamente “svizzero”), un’acciuga se gradita. Un panino che è segno e simbolo del digiuno ma che diventa anche golosa occasione di convivialità. E che, fede o non fede, è oramai appuntamento fisso di tantissime famiglie salentine, anche molto giovani.

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Una tradizione che si tramanda immutata da generazioni, così salda e indissolubile che vi sfidiamo a recarvi in Salento in un qualunque panificio il giorno 7 dicembre ed a riuscire ad acquistare un panino diverso dalla famosa puccetta dell’Immacolata, detta anche buffetto salentino.

Nei giorni a seguire le ricette dell’Immacolata sono le grandi ricette della tradizione, tra pittule, rape nfocate, panzerotti e soprattutto sua maestà il baccalà.


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Ilaria Scremin