Scogliere che si immergono nel mare blu, macchia mediterranea selvaggia, grotte preistoriche e città medievali sepolte. Questo è il tratto di costa da Torre Sant’Andrea a Torre Specchia Ruggeri: 5 km tra natura e storia, lungo il Cammino del Salento.

Partiamo dunque da Torre Sant’Andrea per questa passeggiata che ci condurrà sino a Torre Specchia Ruggeri. Siamo nel comune di Melendugno e abbiamo lasciato alle nostre spalle il piccolo borgo marinaro. Superate le Due Sorelle, uno degli angoli di Salento più immortalati dai viaggiatori, si prosegue attraversando la Spiaggia di Torre dell’Orso. In piena estate la troverete molto affollata.

Risalite la scala vicino alla torre e attraversate il centro abitato tenendovi sulla costa. Proseguite verso sud. Dopo poche centinaia di metri, scorgerete davanti a voi Torre Roca (i resti) e la famosa Grotta della Poesia.
Il Cammino del Salento: l’itinerario che attraversa questa costa
La Grotta della Poesia
La Grotta della Poesia è un luogo davvero unico. Si tratta di una grande conca naturale piena d’acqua, collegata al mare aperto da un passaggio percorribile a nuoto e a un’altra conca più piccola — la Poesia Piccola. Fare il bagno qui è oggi vietato: le pareti della grotta conservano preziosissime incisioni preistoriche. Dal 2026, con il progetto ArcheoRoca, l’accesso all’area archeologica ha un costo di 5 euro (gratuito per i residenti di Melendugno) — trovi orari e dettagli aggiornati nella guida completa linkata qui sopra.
La Poesia Piccola è ancora più importante dal punto di vista storico e archeologico. Era il tempio naturale di Thator Andirahas, divinità messapica dal potere salvifico assimilata a questo luogo perché qui sgorgava una fonte d’acqua dolce — non a caso “Poesia” non significa componimento poetico, ma deriva dal greco antico e significa proprio “acqua dolce”. I 600 mq di pareti sono pressoché interamente coperti di iscrizioni messapiche.
Verso Torre Roca: storia sotto i piedi
A due passi dalla Grotta della Poesia sorge una chiesetta ancora oggi meta di pellegrinaggio da parte degli abitanti di Melendugno, Vernole e Calimera. Si prosegue costeggiando quel che resta del castello di Roca Vecchia — un cantiere recintato, accessibile solo agli archeologi e alle visite guidate.
Gli archeologi hanno individuato in quest’area resti di imponenti edifici medievali. Non a caso, Roca significa “città diroccata”. Anzi, non una sola: secondo gli studiosi, furono ben tre le città edificate e distrutte a più riprese in questa zona. Chi le avrà abbandonate? Forse le continue incursioni dei Turchi.

Negli strati più profondi del terreno, gli archeologi hanno trovato resti di civiltà risalenti alla Preistoria. Il vostro trekking in Salento vi ha portato in un luogo che ha visto genti, storie e vicende sin dalla notte dei tempi.
Una città medievale affacciata sul mare
La città che qui sorgeva aveva mura lunghe 1400 metri, costruite per difendere l’insediamento dalla terraferma — non dal mare. Lo spessore era di circa 3 metri, con blocchi di pietra calcarea locale. Roca fu abitata in età ellenistica e poi romana. Nel XIV secolo, grazie a Gualtieri VI di Brienne, visse un periodo vivace e florido. Nel 1480 fu però assalita e depredata dai Turchi: la città fu abbattuta e gli abitanti si rifugiarono nell’entroterra.
Ora che conoscete questa storia, proseguite con il trekking in riva al mare lungo la scogliera di Roca. Superate la zona abitata, raggiungete San Foca, camminate in riva al mare uscendo dal centro abitato e raggiungete la vostra meta: Torre Specchia Ruggeri. Cinque chilometri tra storia e natura. Davanti a voi, l’Oasi delle Cesine.
Questa costa è anche un cammino. Il tratto fra Roca e Otranto sta sulla Via del Mare del Cammino del Salento, e poco più a sud ci passa la Via Francigena del Sud nella sua discesa verso Leuca.











