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il fantasama del monacello di Foggia - Laterradipuglia.it

Se non siete mai stati a Foggia, forse è giunto il momento di fare una passeggiata da quelle parti. A patto che non abbiate troppa paura dei fantasmi, insomma. Non è la prima volta che vi narriamo una storia di fantasmi ambientata in Puglia, perché in regione le leggende ed i racconti che hanno come protagoniste figure più o meno visibili e più o meno misteriose, abbondano. Vi ricordate della leggenda del cavaliere senza testa, Giulio Antonio Acquaviva, conte di Conversano, che ancora oggi si aggira nelle notti di luna piena all’interno del castello di Otranto? Che suggestione! Oggi ci spostiamo non di poco e facciamo un balzo verso nord di una generosa manciata di chilometri, sino ad approdare nella bellissima città di Foggia. Vediamo dunque assieme chi è il fantasma del monacello e cosa lo lega alla città. 

Chi è il Monacello

Come spesso accade in Italia e nel mondo, vi sono storie, leggende e personaggi che trascendono spazio e tempo e che capita spesso di trovare e ritrovare anche in luoghi e tempi distanti tra di loro. Uno di questi personaggi è il Monacello, noto anche in Campania ed in particolare a Napoli, dove è noto come “Manaciell” o ‘O Munaciello. Nella tradizione napoletana si tratterebbe di uno spiritello, di un folletto, mentre a Foggia è proprio un monaco fantasma. Anche in Puglia gli spiritelli tuttavia non mancano, si pensi agli “sciacuddri” e ai lauri, ma nel caso di Foggia si tratta proprio di un povero monaco, divenuto fantasma per una vicissitudine ben precisa. Ma proseguiamo nel nostro racconto.

Chi è  O’ Munaciello napoletano

Prima di conoscere da vicino il Monacello di Foggia, spendiamo due parole sul Munaciello napoletano. Come detto l’assonanza c’è ed in entrambi i casi si tratta di presenze misteriose e leggendarie, ma ben differenti. Il Munaciello napoletano sarebbe un bimbo nato deforme a seguito di un amore illegittimo (quello tra una ricca ereditiera ed un garzone, che poi fu fatto uccidere dal padre dell’ereditiera). Il bimbo crebbe deforme e la madre lo abituò a vestire con abiti talari al fine di nasconderne le deformità. E mano a mano che il tempo passava, la suggestione posta in essere dal suo aspetto misterioso e ripugnante finì per far sì che gli fossero attribuiti poteri magici e che la gente cominciasse a temerlo o a ricavare dalla sua figura ipotetici numeri da giocare al lotto. Un’altra teoria tutta partenopea che tuttavia si riallaccia in parte con quella pugliese vuole che i Monacelli fossero gli spiriti dei morti di morte violenta, come in effetti accadde al religioso foggiano. E allora, scopriamo assieme la sua storia.

Chi è e che aspetto ha il Monacello di Foggia

La leggenda narra che il Monacello sarebbe dunque un monaco fantasma spesso avvistato nei paraggi di Vico d’Angiò, una viuzza stretta stretta abitata un tempo dalla famiglia omonima. La viuzza si diparte da Vico Pietà e, costeggiando le mura della chiesa dei Morti, giunge sino a Vico San Leonardo. E’ proprio in questi suggestivi meandri della città di Foggia che di tanto in tanto farebbe la sua comparsa il monaco. Non si tratta di un monachello esile, anzi, del classico monaco ben presente nell’immaginario collettivo, basso, tarchiato e pur tuttavia piuttosto rotondetto, con indosso un saio fermato sulla generosa vita da una corda ben evidente, che ad ogni pazzo sobbalza ed oscilla di qua e di là. Insomma, nulla a che vedere con spiritelli e folletti tipici della tradizione napoletana. Ma perchè questo frate è diventato un fantasma? Cosa narra la leggenda?

La leggenda del Monacello di Foggia

Narra la leggenda che il frate, che viveva appunto a Foggia, non era indifferente alla bellezza delle ragazze della città che spesso transitavano davanti alle finestre del monastero. Tutti i giorni le guardava dalla finestra del monastero e costruiva nella sua mente fantasie sempre meno caste. Una notte le tentazioni prevalsero sulla sua vocazione ed il monaco prese una decisione: quella di varcare la soglia del monastero per andare a sfogare una volta per tutte gli istinti primordiali che giacevano ben poco sopiti dentro di lui. Insomma, anzich? uscire dalla porta, e per non dare nell’occhio, il monaco decise di passare attraverso lo sfiatatoio del camino. Ma lo sfiatatoio era stretto ed il frate non aveva tenuto conto del suo girovita, tant’è che l’impresa non andrò a buon fine e Monacello trovò la morte in quel luogo così singolare. Secondo la leggenda popolare, oggi viva più che mai in quel di Foggia, l’anima del religioso giunse poi in Paradiso dove, poiché (aspirante) peccatore, gli furono chiuse risolutamente le porte in faccia. Ancora oggi il suo fantasma vaga per la città senza sosta cercando inutilmente di trovar pace. Può darsi dunque che qualche sera, vagando nei paraggi dei vicoli che vi abbiamo indicato, vi capiti di incontrarlo. Se così fosse fatecelo sapere!


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