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Mai come negli ultimi mesi stanno giungendo nei porti pugliesi numerose navi cariche di prodotti agricoli – ed in particolare di grano. E questo sotto gli occhi dei produttori locali, il cui grano rimane invenduto. Ed il problema non è solamente pugliese; è bene sapere che solamente un quinto dei produttori di pane e pasta italiani usano materie prime locali, mentre per la restante parte (cioè la maggior parte) si utilizza grano proveniente da Australia, Canada e Sud America. Un piccolo dettaglio che non viene citato sulle etichette dei prodotti. La cerealicoltura italiana e nel nostro caso pugliese potrebbe tranquillamente coprire le esigenze della produzione e del mercato locale senza dover ricorrere alle importazioni; o per lo meno, come ha sottolineato il presidente di Coldiretti Puglia Pietro Salcuni bisognerebbe introdurre una legge che preveda l’indicazione obbligatoria dell’origine del prodotto. Il cosiddetto “Decreto sulla Competitività” consentirebbe di regolamentare il mercato e far chiarezza anche nel consumatore. Ne sapremo di più dopo la riunione organizzata da Coldiretti Foggia che si terrà lunedi prossimo a Bruxelles.


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