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Otranto, le cui origini si perdono nella notte dei secoli, e la citta piu orientale d’Italia.

Dista dall’Albania appena settanta chilometri e dall’Egitto circa 800.

E l’unico punto della Penisola Italiana in contatto col mar Mediterraneo, fucina di credi politici e religiosi. Per la sua posizione geografica fu, lungo i secoli, coinvolta nelle vicende storiche che travagliarono i popoli dal Paleolitico Superiore ai nostri giorni. Tutti lasciano tracce del loro passaggio: i Paleolitici le “Grotte dei Cervi”; i Messapi, tombe e forni di ceramiche; i Greci, colonne monolitiche di marmo, capitelli, tombe; i Romani una “necropoli”, tombe, epigrafi, stele. Chi maggiormente, ha lasciato la sua impronta sono i Bizantini, come fanno fede la Chiesa di San Pietro, il Cenobio Basiliano di San Nicola di Casole, grosso centro culturale in tutto il bacino mediterraneo che per primo in occidente (1160) ebbe quella che noi oggi chiameremmo “Casa dello Studente”.

La Cattedrale

La Cattedrale, autentico capolavoro di architettura elevata dal 1080 al 1088, arieggia la Chiesa paleo-cristiana bizantina di Ravenna, S. Apollinare in Classe; mentre la Cripta con le sue 42 colonne e una miniatura della “Basilica azzurra” di Costantinopoli.

Capolavoro nel Capolavoro e il Mosaico pavimentale (1163-1165) che copre circa 600 metri di superficie pavimentale. Dominato dall’Albero della Vita, che svetta altissimo sulla navata centrale dall’ingresso al presbitero, e si ripete in forma piu ridotta, nelle navate del transetto.

Autentico poema in tre cantiche: Dio nel mondo (navata centrale); Dio redime il mondo (navata destra), Dio giudica il mondo (navata sinistra) il Mosaico racconta la storia dell’uomo, da Adamo ed Eva al 1165, senza discriminazione di colore di pelle, di credi politici e religiosi.

Modellato sulla storia della salvezza il Tessellatum e come una monografia illustrata del mondo di allora, vale a dire, l’Eurasia, dal Baltico alle sponde mediterranee dell’Africa e dell’Asia, dagli Urali all’Atlantico, una storia raccontata con linguaggio allegorico-simbolico, con figure bibliche, storiche, patristiche, mitologiche, zoomorfe e fitomorfe.

Autentico poema in tre cantiche: Creazione, Redenzione e Resurrezione, il “Mosaico” di Otranto e unico per i suoi contenuti, il mosaico studiato dallo storico sacerdote della cattedrale Mons. Grazio Gianfreda.

La chiesa bizantina di San Pietro

La Chiesa risale al IX secolo. All’esterno ha pianta quadrata e tre absidi semicircolari, munite di luci, l’interno e a forma di croce greca con tre absidi semicircolari e otto colonne, di cui quattro con capitelli a pulvino sostengono la cupola monolitica centrale, e le altre quattro sono seminglobate nelle pareti.

La Chiesa e tutta affrescata. Sulla cupola dell’altare campeggia l’Annunciazione, segue Maria Madre di Cristo; a destra della cupola sono raffigurati gli Apostoli; a sinistra la Resurrezione. Nell’abside sinistra in alto si leggono la Lavanda dei piedi e l’Ultima cena, in basso la Vergine, San Nicola e San Francesco di Paola.

Sui pennacchi della navata centrale sono rimasti due Evangelisti; alla sinistra della navata c’e Il peccato originale, alla destra, il Battesimo di Gesu con le tre Marie e Satana che si tormenta.

Le pareti ospitano le figure di S. Basilio, S. Leonardo, S. Lucia ecc.

La Chiesa greca di San Pietro e come un libro di devozione, un autentico gioiello di arte.

Il Castello Aragonese

Del Castello di Otranto parlano Greci / Romani / Bizantini / Normanni / Svevi. Nel 1088 ci fu un grande terremoto in tutta la Puglia. “In Otranto crollarono parecchie case e frano un angolo del Castello, opera di Roberto il Guiscardo” (Protopapa).

L’attuale risale a Federico II di Svezia che, nel 1228, fece riattare le mura con la costruzione di un superbo Castello, come risulta dalla Bolla di Alessandro IV del 5 Settembre 1256.

Nel 1480, i Turchi distrussero la citta muraria ed il Castello. Nel Settembre del 1481, Alfonso d’Aragona cinse la citta con le attuali mura, con larghi fossati e prolungati sotterranei; costrui un nuovo Castello con due porte di entrata, fiancheggiate da due fortissime torri, una delle quali e chiamata Alfonsina. L’attuale Castello risale a Carlo V (1537), il cui stemma campeggia sopra un piombatolo. Ultimamente e stato ristrutturato ed e stato riportato alla luce il fossato ed il ponte levatoio.

La chiesa Santa Maria dei Martiri

In epoca pre-cristiana doveva probabilmente sorgere un tempio alla dea Minerva (ancora oggi viene chiamato dal popolo “la Minerva”). Su quella collina, dove nel 1480 ottocento uomini circa furono decapitati dai turchi per la fede, sorge l’attuale tempio (1614) con annesso l’ex Convento dei Minimi (1542). E di stile barocco.

Degne di note sono le tele dell’Immacolata, dell’Arcangelo San Michele, e di Santa Maria dei Martiri, opera del pittore albanese Gurim Barzaiti (1992).

Gli altari di San Francesco di Paola e di Sant’Antonio sembrano merletti ricamati su pietra leccese.

Cinque tavole in marmo riportano alcuni nomi dei Martiri e degli Eroi del 1480.

Nel 1990 la Chiesa e stata elevata a Santuario diocesano col titolo: Santa Maria dei Martiri ed e meta di pellegrini e di semplici turisti.

La ” Costa Sud “

Molto interessante e il Sud di Otranto. Lungo la litoranea che porta a Santa Cesarea Terme, a sinistra, sul dorso della collina, si puo ammirare la Torre del Serpe (sec. XII), Punta Palascia, Torre S. Emiliano (sec. XV). Proseguendo, troviamo le celebri Grotte dei Cervi, scoperte nel 1970. Qui ci fu, probabilmente, il primo insediamento umano del Salento. Risale al Paleolitico Superiore, circa 20.000 anni a. C. E una citta sotterranea con strade, luci, segnaletica, laghetti, tempio, ecc… Ricca di pitture rupestri che rivelano all’uomo del XX secolo dove i nostri lontani antenati abitavano, cosa facevano e la fauna del tempo. Le Grotte dei Cervi, abitate dall’uomo preistorico, sono molto simili a quelle di Palmira (Spagna) e a quelle di Ezil (Etiopia) e conservano reperti di enorme valore paleolitico.

“Goletta Verde”premia il Salento

Gli esperti dell’imbarcazione – laboratorio di Legambiente hanno “promosso” – dopo le analisi biochimiche dell’acqua marina – anche il versante adriatico della provincia pugliese

OTRANTO (Lecce) – La qualita del mare della costa leccese, da Santa Maria di Leuca a Casalabate, al confine con la provincia di Brindisi, per gli ambientalisti di Goletta verde e pulito. .

La consegna delle cinque vele al sindaco di Otranto, Francesco Bruni, e la riconferma che la citta e all’avanguardia su temi quali la tutela delle coste nonché tra le piu attive nella promozione del “Parco marino costiero Otranto – Santa Maria di Leuca”, che . .

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