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E’ stato finalmente presentato in forma ufficiale presso la Sala Conferenze dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia il nuovo presidio Slow Food della cozza nera tarantina. Un presidio al quale hanno già aderito innumerevoli mitilicoltori tarantini.

Tutto ha avuto inizio grazie alla sinergia tra il Comune di Taranto e Slow Food Puglia che, assieme, hanno dato vita al progetto ReMar Piccolo: natura e tradizioni per rivivere il mare. Oggi, tutto ciò si traduce nell’istituzione del Presidio Slow Food della cozza tarantina. Un presidio volto a definire con precisione le procedure per la produzione della cozza nera tarantina.

Presidio Slow Food della Cozza nera Tarantina: un’idea, due obiettivi

L’obiettivo è duplice: da un lato stabilire gli standard in grado di garantire al consumatore la qualità del prodotto e la sua tracciabilità. Dall’altro, incentivare il rispetto dell’ecosistema, stabilendo una serie di regole che prevedono che il mitilicoltore presti più attenzione alla gestione dei rifiuti prodotti, con l’obiettivo di limitare l’impatto che la sua attività esercita sull’ambiente.

Insomma, si tratta di un’operazione che ha lo scopo di dare il giusto lustro ad un prodotto del territorio tra i più amati in regione, ma non solo. Si intende anche ridisegnare il settore della mitilicoltura sotto il segno della modernità, restituendo al mercato un’azienda capace di lavorare secondo canoni ben precisi, con un occhio di riguardo verso il consumatore ma anche verso l’ambiente.

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