La Puglia non è solamente la regione delle melanzane, dei peperoni, dei fichi d’india e dell’olio di oliva. E’ anche una regione avente una notevole tradizione in fatto di prodotti da forno. Se vi recate quindi in Puglia per vacanza, non perdetevi un assaggio delle specialità che qui sotto vi indichiamo.

Pittule

Le pittule

Le pittule sono delle palline di pasta lievitata (la stessa pasta del pane) che vengono fritte in olio di oliva bollente. Sono tipiche del Salento ma si trovano anche nel resto della Puglia ed in Basilicata. Se vi recate a mangiare presso qualche agriturismo tipico della zona sicuramente vi verranno servite tra gli antipasti oppure le troverete nel menù durante tutto l’anno. Dovete sapere però che le pittule hanno molto a che fare con la tradizione, pertanto le troverete spesso in occasione di feste tradizionali, come Santa Cecilia il 22 novembre, l’Immacolata Concezione l’8 dicembre, per tutto il periodo natalizio ed poi, come da tradizione, fino alla Candelora, il 2 febbraio.

Quanto alla ricetta, come abbiamo accennato le pittule sono sostanzialmente delle palline di pasta di pane (farina, acqua e lievito) fritte; alcune ricette prevedono l’uso della patata nell’impasto base, altre invece no. L’impasto base può venire successivamente arricchito secondo fantasia: con pezzetti di verdura, di broccolo, di alici, di baccalà, di insaccati, piccanti al peperoncino o dolci con lo zucchero. A Taranto troverete infatti le pittule ricoperte di zucchero, mentre, uscendo dalla Puglia, a Pomarico (MT) troverete delle pittule “inusuali” a forma di ciambella.

Sopra, delle fragranti pittule appena fatte.

Taralli

I taralli

I taralli sono dei piccoli crostini salati tipici dell’Italia meridionale: li trovate in Puglia ma anche in Basilicata, in Campania ed in Calabria. Probabilmente il nome deriva dal latino “torrère”, abbrustolire, anche se c’è chi ritiene che potrebbe derivare dal greco “toros” (toroidale), termine che si riferirebbe alla sua particolare forma.

Se in Campania ed in altre regioni d’Italia il tarallo si presenta piuttosto grande, il tarallo pugliese è invece più piccolo. Ed anche la ricetta è leggermente diversa: il tarallo tipico di Napoli si prepara solitamente con farina, lievito, strutto, mandorle, sale e pepe nero. In Puglia invece i taralli (o tarallini, viste le dimensioni) non prevedono, nella ricetta, lo strutto e le mandorle, che vengono invece sostituiti con olio di oliva e talvolta peperoncino o semi di finocchio in un agriturismo nel salento, queste ricette sono di casa.

Salendo verso nord, per la precisione nelle Marche, troverete anche dei taralli molto particolari, dolci, con zucchero, vino bianco ed anice. Impara a fare i veri taralli pugliesi

Sopra, un tarallino pugliese.

Frise o Friselle

Le frise

La frisa, frisella o friseddha è un panino di grano duro o d’orzo che viene cotto al forno, tagliato e metà e poi ripassato in forno nuovamente. Ha l’aspetto molto compatto ma al contempo irregolare. Trattandosi di un panino particolarmente grezzo, la frisa rappresentava la scelta dei contadini e dei meno abbienti, che necessitavano di un pane economico che potesse possibilmente conservarsi per lungo tempo.

La frisa si mangia dopo averla immersa alcuni secondi in un recipiente pieno d’acqua fredda. Questo procedimento, che viene chiamato “sponzare la frisa” ha una durata variabile e dipende dai gusti della persona che si accinge a mangiarla; se la desidera più morbida ovviamente essa dovrà restare più tempo immersa nell’acqua, mentre se la si desidera più croccante sarà sufficiente immergerla solamente pochi secondi. Una volta tolta dall’acqua la frisa, la si condisce solitamente con pomodori, olio d’oliva, sale ed una fogliolina di basilico. Moltissime persone oggi usano aggiungere altri ingredienti secondo fantasia e golosità, come il tonno, altre verdure come i tradizionali lampascioni (cipolline) e così via. A Napoli si usa addirittura condire la frisa con una caponata. Scopri come prepararti una gustosa frisa!

Sopra, due frise.

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La pitta di patate

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Foto di ricettepercucinare.com

La pitta di patate non è una specialità dell’Italia meridionale, ma solamente del Salento. In poche parole si tratta di una focaccia costituita da due strati di patate lessate ed impastate con uova, parmgiano, sale e pangrattato, farciti all’interno da un intingolo preparato con cipolla appassita, pomodorini, capperi ed olive nere. Vi sono diverse varianti della pitta che prevedono farciture diverse: vi è chi preferisce aggiungere anche prosciutto e formaggio oppure tonno. I salentini usano mangiare la pitta sia calda che fredda, magari come piatto unico da portare al mare durante l’estate.

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