Parlare di turismo su Brindisi equivale a parlare inevitabilmente della sua provincia più che della città stessa: i paesini dell’entroterra infatti hanno saputo proporsi negli ultimi anni ad un pubblico estero affascinato dal candore dei centri storici di Cisternino, Ostuni o Ceglie Messapica come anche dalle antiche masserie diventate dimore di charme, apprezzate da un viaggiatore sempre più attento al particolare curato, alla comodità e alla eleganza ma che non vuole rinunciare alla tipicità del rustico. Villaggi turistici, campeggi e resort di lusso sono le punte di diamante di un territorio vario, che offre panorami incantati sui trulli, riserve naturali curate e ben organizzate, colline ridenti popolate da ulivi e masserie e spiagge pulite e dalle acque cristalline.
Tutto questo splendore dei paesini della provincia fa passare inevitabilmente in secondo piano una città che invece merita una visita approfondita e che lascia il turista attento sorpreso nel trovare in una Brindisi apparentemente moderna un cuore antichissimo ed eccezionalmente bello: dal suo corso Garibaldi curatissimo e rinnovato può partire una passeggiata nel ventre nascosto della città che nasconde tesori antichissimi e unici. Gli scavi archeologici di San Pietro degli Schiavoni, ad esempio, ci appaiono a sorpresa al di sotto di un moderno teatro in acciaio, sospeso al di sopra di un’area che sembra catapultarci nell’antica Roma con zone termali, strade, botteghe e domus eleganti. Se non basta questo a farci capire l’importanza che aveva l’antica Brundisium, le altissime colonne romane tolgono ogni dubbio: affacciate sulla scalinata dedicata al grande Virgilio che qui morì nel 19 a.C. le colonne dominano il fulcro della città, il suo grande porto naturale a forma di “corna di cervo”. Da qui il panorama è completo e spazia dell’enorme “monumento al Marinaio” alto 53 metri e dedicato ai caduti delle 2 guerre mondiali, fino al castello aragonese “Forte a mare”, costruito su un isolotto a ridosso del porto.

Dalle colonne si arriva rapidamente nella piazza dove si affacciano i monumenti più rappresentativi della città: il settecentesco Duomo ma con elementi romanici di rilievo, il palazzo del Seminario che ospita il museo Diocesano e il portico dei Templari, interessante loggia che precede l’ingresso al Museo archeologico Ribezzo, tappa fondamentale della visita alla città: è qui che si comprende davvero come la ricchezza artistica di Brindisi sia andata perduta durante i pesanti bombardamenti delle guerre mondiali e che solo il sottosuolo conserva ancora tutto il suo importante passato: tanti i reperti che testimoniano una storia gloriosa e spettacolari i ritrovamenti fatti soprattutto in mare tra cui bellissime anfore, reperti preistorici, enormi statue in vesti romane, carichi di navi naufragate a largo del porto e i bellissimi Bronzi di Punta del Serrone, i più antichi risalenti al IV sec. A.C.

Con il normanno Tempio di San Giovanni al Sepolcro e la periferica chiesa di S. Maria del Casale possiamo concludere il nostro itinerario brindisino, certi che chi vorrà, saprà trovare molti altri angoli interessanti della bella città salentina.

Dott.ssa Valeria Pacelli
consulente e guida turistica pugliese
cell. 331 3462319

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